ABA

L’Analisi Applicata del Comportamento o ABA (Applied Behavior Analysis) è una scienza applicata fondata su una scienza di base, l’Analisi Sperimentale del Comportamento (EAB, experimental analysis of behavior).

L’ABA nasce circa 40 anni fa  e oggi è ben radicata in un patrimonio di conoscenze e tecniche sviluppate con estremo rigore nel corso di questi anni.

Anni di studi dettagliati hanno portato gli Analisti del Comportamento a ritenere che non ci sia alcuna differenza, in termini di processi di apprendimento, fra un bambino che si sviluppa normalmente e un altro che presenta nel crescere alterazioni dello sviluppo cognitivo e disturbi del comportamento.

Gli stessi principi si applicano ad ogni condizione umana e la ricerca mostra chiaramente che i bambini con autismo imparano e che può essere loro insegnato come a qualunque altro bambino. Negli anni sono stati effettuati centinaia di studi di intervento che dimostrano che ai bambini con autismo possono essere insegnate specifiche abilità (ad esempio abilità comunicative, gioco, interazione sociale, competenze accademiche) e che i loro comportamenti problema (ad esempio auto-lesioni, comportamento aggressivo) possono essere ridotti utilizzando metodi ABA.

Un esperto di Analisi del Comportamento opera  identificando le aree di intervento, analizzando le variabili critiche che assicurano il successo del programma, guida chi opera col bambino e monitora progressivamente i risultati dell’intervento per sfruttare ogni occasione offerta dal processo evolutivo che viene attivato.

L’applicazione di tale metodologia parte dalla motivazione del bambino, dai suoi interessi, integrando l’apprendimento di abilità e comportamenti attraverso l’utilizzo di rinforzi, sia materiali (costruzioni e oggetti desiderati) che relazionali (gratificazioni verbali).

Il rinforzo è definito come ogni conseguenza del comportamento che rafforza il comportamento stesso, cioè aumenta la frequenza e la probabilità della sua comparsa. Può essere negativo (evitare un potenziale stimolo avversivo) o positivo (ottenere attenzione o avere accesso ad una determinata attività).

Il comportamento del bambino sarà analizzato in base agli stimoli ambientali che lo precedono, gli antecedenti, e alla risposta allo stimolo ambientale, le conseguenze.

Questi concetti sono applicati attraverso 4 procedure principali :

  1. Prompting (suggerimento): consiste nella presentazione di un indizio o un aiuto(suggerimenti verbali, indicazioni gestuali, guida fisica) in modo da ottenere un comportamento che altrimenti non verrebbe messo in atto, in quanto non ancora presente nel repertorio comportamentale del bambino.
  2. Fading (riduzione dell’aiuto): consiste nel ridurre gradualmente e poi eliminare gli aiuti utilizzati, a mano a mano che il bambino mostra di non averne più bisogno, al fine di garantire l’acquisizione del comportamento meta e l’autonomia della risposta.
  3. Shaping (modellaggio): è una procedura che prevede il rinforzo sistematico delle risposte che siano approssimazioni successive sempre più simili al comportamento che si vuole raggiungere. Il rinforzo va fornito, quindi, inizialmente ai comportamenti positivi che sono relativamente facili per il soggetto seppur ancora distanti, per poi rinforzare quelli che si avvicinano sempre di più al comportamento meta. Per fare ciò è necessario scomporre l’obiettivo finale in piccoli sotto-obiettivi, chiedendo poi piccoli miglioramenti per volta fino al raggiungimento della meta.
  4. Chaining (concatenamento): è una procedura utilizzata per insegnare lunghe sequenze suddivise in piccoli passaggi.

L’apprendimento di nuove abilità e comportamenti potrà avvenire anche attraverso il modeling, inteso come imitazione, sia dei pari sia, nell’ambiente scolastico, delle insegnanti.

Tramite il modeling è possibile ampliare i repertori di abilità, promuovendo esperienze di apprendimento attraverso l’osservazione del comportamento di un soggetto che funge da modello. Anche i compagni in classe fungono da modello positivo. Si punta a favorire momenti di scambio e interazione sociale con i pari attraverso attività strutturate, che avranno come obiettivo anche l’acquisizione delle regole sociali attraverso il rispetto del turno.

Per poter parlare di apprendimento è necessario il mantenimento nel tempo delle abilità acquisite e la loro generalizzazione in contesti differenti da quelli in cui è avvenuto.

Nell’ottica di un’educazione di tipo socio-affettivo è prevista una particolare attenzione a sostenere esperienze positive di apprendimento, in cui il bambino si senta gratificato e valorizzato. Tale percorso avrà come obiettivo l’ampliamento e il rafforzamento delle capacità esistenti, emergenti e non ancora acquisite, concentrandosi in particolar modo sull’acquisizione di una modalità comunicativa efficace.

La finalità non è solo quella di apprendere nuove abilità, ma anche di fornire gli strumenti per un uso indipendente, flessibile e spontaneo dei contenuti proposti.