L’alfabetizzazione emotiva a scuola

L'alfabetizzazione emotiva a scuola

 Perché parlare di alfabetizzazione emotiva a scuola?

L’alfabetizzazione emotiva a scuola
“… Ovviamente nessun percorso è una risposta al problema. Ma date le difficoltà che i bambini si trovano a fronteggiare, e data la speranza alimentata dai percorsi di alfabetizzazione emotiva a scuola, non dovremmo, ora più che mai, insegnare ad ogni bambino queste abilità, che sono essenziali per la vita?
 E se non ora, quando? ”  
(Goleman, 1996)
Un percorso di alfabetizzazione emotiva a scuola può essere utile per diverse motivazioni:
  1. Lo sviluppo della personalità del bambino, fin dai primi momenti di vita, dipende dal suo stato emotivo;
  2. Le emozioni sono parte del benessere e della salute generale di un individuo;
  3. Il benessere emotivo influenza la socializzazione, gli aspetti cognitivi e l’apprendimento.
Se le emozioni sono presenti sin dalla nascita significa che la capacità di gestirle e di conoscere il proprio mondo emotivo, di avere una consapevolezza emozionale,  risulta indispensabile anche per  lo sviluppo sociale.
Il benessere psicologico del bambino ha conseguenze sia in adolescenza che in età adulta.
L’Intelligenza Emotiva è stata definita come:

La capacità di riconoscere le emozioni proprie e altrui in modo da poter organizzare di conseguenza la propria vita e le proprie relazioni, regolando adeguatamente le proprie espressioni emotive.

(Davey, 2005)

Una buona Intelligenza Emotiva influenza molti ambiti della vita, in particolare favorisce i comportamenti pro-sociali, cioè le relazioni positive con gli amici, la famiglia e in età adulta con il partner.
L’Intelligenza emotiva aiuta a prevenire problemi comportamentali quali il vandalismo, il consumo di sostanze, il bullismo e i disturbi alimentari.
Da qui emerge la necessità di approfondire le ricerche in questo campo e di organizzare percorsi di alfabetizzazione emotiva nelle scuole.
Proprio in un’ottica di promozione del benessere e di miglioramento della qualità della vita è necessario considerare il ruolo degli aspetti affettivi nella scuola.
In un mondo ideale la didattica deve mettere al centro dell’esperienza educativa dei bambini la consapevolezza emotiva, come motore degli apprendimenti e dell’espansione della propria personalità.
La ricerca in ambito scolastico ha approfondito anche l’Intelligenza Emotiva dei docenti.
Gli studi mostrano che gli insegnanti che promuovono gli scambi emozionali, incentivano l’apprendimento cooperativo e stimolano negli allievi le competenze sociali, favoriscono il rispetto dell’altro e valorizzano la diversità.

Potenziare l’Intelligenza Emotiva significa lavorare su alcuni aspetti:

  • la consapevolezza emotiva,

  • la regolazione delle emozioni,

  • la percezione dell’esperienze emotive altrui (empatia)

  • la gestione delle relazioni interpersonali

I percorsi di alfabetizzazione emotiva a scuola permettono di migliorare la qualità di vita degli studenti.
Gli istituti scolastici dovrebbero proporli, in collaborazione con uno psicologo, come azione preventiva, già nelle fasi precoci della scolarizzazione.
Anche nelle delicate fasi di passaggio da un grado di scuola all’altro, vista la necessità di adattarsi a diversi ambienti e nuove richieste, è fondamentale sostenere i bambini/ragazzi da un punto di vista emotivo.
Per informazioni e approfondimenti puoi contattarmi:
Dott.ssa Paola Telesforo
Psicologa dello Sviluppo, del Benessere e dell’Educazione
349/7464139
Contatti:http://www.paolatelesforo.it/contatti/

PSICOLOGIA SCOLASTICA

PSICOLOGIA SCOLASTICA

Di cosa si occupa la psicologia scolastica?

La psicologia scolastica punta a migliorare la qualità del sistema scolastico, diventando un punto di riferimento per tutte le professionalità coinvolte.
Lo psicologo scolastico collabora con le altre figure (docenti, coordinatori, educatori) e realizza interventi di prevenzione del disagio giovanile.
Inoltre, lavora alla promozione del benessere psicologico di docenti e studenti.

I docenti devono affrontare le conseguenze di importanti trasformazioni e cambiamenti sociali e culturali che riguardano gli alunni, ciascuno con i propri bisogni educativi, tuttavia devono anche saper gestire le dinamiche di gruppo.
La figura del docente si trova a dover gestire non solo gli aspetti didattici, ma anche quelli emotivi, che determinano il clima all’interno della classe, la motivazione degli studenti, i rapporti con i genitori.
Gli insegnanti hanno un rischio maggiore di sviluppare elevati livelli di stress, per di più questo ha conseguenze importanti sulla loro stessa salute.
La psicologia è al fianco della scuola: insieme è possibile raggiungere obiettivi importanti per la promozione della salute e del benessere di docenti ed alunni.
Lo psicologo può diventare un mediatore per le relazioni all’interno dell’ambiente scolastico, infatti ha un ruolo di facilitatore nei rapporti con le famiglie con particolari problematiche e difficoltà.
Inoltre, lo psicologo offre strumenti concreti nella gestione delle classi “difficili”, in quanto propone percorsi per lo sviluppo di abilità personali negli alunni. Per sviluppo delle abilità personali si intende la valorizzazione delle risorse dello studente, dunque abilità che vanno dal metodo di studio fino alle “life skills”.
Infine, la figura dello psicologo può offrire uno sguardo attento per la prevenzione dei comportamenti a rischio.
Lo psicologo scolastico punta a facilitare le relazioni all’interno e all’esterno della scuola. Infatti, egli media nella relazione tra:
  • docenti-allievi
  • docenti-famiglia
  • allievi-famiglia
  • scuola-servizi territoriali psico-sociali.
In che modo la psicologia scolastica può entrare a far parte del sistema scuola?
psicologia scolastica

Lo psicologo scolastico può aprire uno sportello di ascolto, cioè uno spazio all’interno della scuola per offrire consulenze psicologiche individuali per tutte le figure: insegnanti, alunni, genitori.

Quali sono le funzioni principali dello psicologo scolastico?

  • Promuovere il benessere psico-fisico di studenti e insegnanti;
  • Offrire strumenti utili per stimolare la motivazione allo studio e la fiducia in se stessi;
  • Costruire percorsi per la prevenzione del disagio evolutivo e dell’abbandono scolastico;
  • Favorire il processo di orientamento;
  • Favorire la cooperazione tra scuola e famiglie.

Quali sono le principali attività svolte dallo psicologo scolastico?

  • Sostenere insegnanti e genitori e formarli su tematiche riguardanti lo sviluppo;
  • Individuare le difficoltà relative all’apprendimento;
  • Offrire spunti per l’orientamento scolastico;
  • Approfondire le difficoltà socio-relazionali, motivazionali ed emotivo-affettive;
  • Integrazione di alunni con disabilità;
  • Prevenire il disagio scolastico;
  • Creare progetti rivolti ai genitori;
  • Formare all’educazione socio-affettiva e sessuale
  • Attivare ricerche in ambito scolastico
Per informazioni e approfondimenti sulla psicologia scolastica puoi contattarmi:

Dott.ssa Paola Telesforo

Psicologa del Benessere, dello Sviluppo e dell’Educazione

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Contatti: http://www.paolatelesforo.it/contatti/