ADHD e Scuola: Teacher Training

ADHD

Uno dei contesti in cui il bambino con ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività) necessità di essere maggiormente tutelato è sicuramente quello scolastico.

Solo attraverso un trattamento “multimodale” è possibile far fronte ai bisogni educativi di questi studenti in modo efficace.

Questo significa che ci deve essere una continuità tra il lavoro svolto dagli insegnanti e quello dei terapisti, psicologi, tutor che seguono il bambino al di fuori della scuola.

Il Teacher Training si pone come obbiettivo quello di aiutare i docenti a comprendere come il bambino funziona da un punto di vista cognitivo, emotivo e comportamentale e come gestire le difficoltà che può riscontrare nell’apprendimento. Ci si propone di creare un linguaggio comune con i clinici che si occupano della cura del bambino e di utilizzare tecniche didattiche specifiche per far emergere le potenzialità di questi studenti.

Il bambino con ADHD va “capito” prima che “gestito”, prima si comprende perché si comporta in un certo modo e prima si riuscirà a creare una relazione con lui basata sul rispetto reciproco. Sono bambini che hanno tantissima energia, attratti da nuove esperienze, con difficoltà a controllarsi di fronte ad attività eccitanti ma che al tempo stesso si annoiano molto facilmente.

L’ADHD ha caratteristiche precise che possono essere più o meno accentuate:

  • IPERATTIVITà: sono sempre in movimento, fanno fatica a stare seduti e in silenzio, prendono la parola anche in momenti non opportuni. Hanno sempre bisogno di essere impegnati in attività sempre nuove e stimolanti. Questo può determinare problematiche di comportamento in quanto l’eccessiva vivacità li rende difficili da gestire nel contesto scolastico.
  • IMPULSIVITà: fanno fatica a controllare le risposte, anche fisiche, sono impazienti e dirompenti, a volte questo li porta ad esagerare nell’agire e, soprattutto se molto piccoli, nel relazionarsi con i compagni. L’impulsività è l’aspetto che maggiormente crea difficoltà nelle relazioni sociali.
  • DISATTENZIONE: fanno fatica a mantenere l’attenzione sul compito, si distraggono facilmente, sono spesso disordinati e perdono il materiale scolastico. La disattenzione incide sull’apprendimento scolastico.

La NOIA è la caratteristica comune, che emerge quando il bambino non riesce in un’attività proposta, non ne trova il senso, non ha idea di quanto durerà.

Gli insegnanti si trovano a dover affrontare numerose difficoltà dal punto di vista comportamentale, in quanto molto spesso il bambino:

  • non rispetta il suo turno;
  • fa fatica ad organizzarsi;
  • gioca con il materiale sul banco;
  • gira per la classe;
  • interrompe la lezione chiacchierando;
  • perde il materiale;
  • ripete sempre gli stessi errori

Per ogni comportamento problema si possono fornire agli insegnanti strategie adeguate per intervenire.

Gli aspetti su cui è necessario concentrarsi sono:

Creare un ambiente prevedibile

  1. Organizzazione del materiale  (creare una check list del materiale da tenere sul banco)
  2. Gestione della classe (scegliere un compagno di banco con una buona autoregolazione emotiva, che funga da modello positivo)
  3. “Time management” ovvero gestione dei tempi di lavoro (stabilire preventivamente pause motivanti, scansione del tempo attraverso clessidre, orologi, timer)

Stabilire regole di comportamento

  1. Stabilire regole di comportamento condivise con il bambino e illustrate visivamente;
  2. Le regole devono essere semplici, chiare e devono essere discusse con tutta la classe con esempi concreti;
  3. Chiedere ai genitori di adottarle anche a casa;

Strutturare le attività

  1. Gli argomenti devono essere presentati in modo stimolante (supporti audio-visivi, stimoli tattili)
  2. Alternare compiti attivi e passivi (produzione e ascolto)
  3. Affidare compiti di responsabilità (es. distribuire materiale alla classe) per favorire il movimento finalizzato a scopi prestabiliti.

Strutturare i rinforzi

  1. I rinforzi o premi devono essere sociali, non materiali, e devono essere cambiati spesso;
  2. Devono essere scelti sulla base di attività motivanti per il bambino (es. scegliere il compagno accanto a cui sedersi per un giorno intero, scegliere il gioco da fare durante l’ora di ed. fisica, poter fare un’attività al pc nella sala di informatica..)
  3. I premi si ottengono attraverso una racconta punti prestabilita sulla base dei comportamenti positivi raggiunti.

Tutto questo senza mai dimenticare che il bambino con ADHD ha comportamenti problematici NON è un bambino problematico.

La creatività, come nell’approccio con tutti i bambini resta una qualità fondamentale dell’insegnamento.

È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé

Donald Winnicot

Per ulteriori approfondimenti, strategie didattiche e consulenze su comportamenti problema puoi contattarmi:

Dott.ssa Paola Telesforo

349/7464139

paola.telesforo@gmail.com

PSICOLOGIA SCOLASTICA

PSICOLOGIA SCOLASTICA

DI COSA SI OCCUPA LA PSICOLOGIA SCOLASTICA?

All’interno della scuola la psicologia non agisce a livello di “cura” del singolo ma soprattutto sull’ empowerment del sistema scolastico.
La psicologia scolastica diventa un supporto per tutte le professionalità, le discipline e le istituzioni coinvolte. L’attività dello psicologo a scuola  si fonda sulla collaborazione con le altre figure (docenti, coordinatori, educatori) e punta ad interventi preventivi rispetto ad eventuali difficoltà e disagi all’interno dell’organizzazione.

I docenti affrontano quotidianamente le conseguenze di importanti trasformazioni e cambiamenti sociali e culturali che riguardano non solo i singoli alunni, ciascuno con i propri bisogni educativi, ma anche le dinamiche di gruppo, il “clima” di classe, la collaborazione con le famiglie, i rapporti con il territorio.
I docenti si trovano spesso ad operare in situazioni che, pur con la massima professionalità di cui si dispone, li espongono ad un rischio maggiore di sviluppare elevati livelli di stress, con ripercussioni importanti anche sulla loro stessa salute.
La psicologia è al fianco della scuola, a partire dalla facilitazione dei processi organizzativi, tenendo conto di bisogni, risorse e competenze che caratterizzano ogni specifica realtà. Con la collaborazione e la coordinazione tra i diversi attori coinvolti è possibile raggiungere obiettivi specifici e realistici per la promozione della salute bio-psico-sociale di docenti ed alunni.
Lo psicologo può diventare un mediatore per le relazioni all’interno dell’ambiente scolastico e da facilitatore nei rapporti con le famiglie con particolari problematiche e difficoltà.
Il confronto con lo psicologo può aiutare ad individuare ed includere alunni con disabilità, con disturbi evolutivi specifici, con varie forme di svantaggio o altri bisogni educativi speciali.
Inoltre, lo psicologo offre strumenti concreti nella gestione delle classi “difficili”, propone percorsi per lo sviluppo di abilità personali negli alunni (dal metodo di studio alle Life Skills).
Infine, offre uno sguardo attento per la prevenzione dei comportamenti a rischio.
Lo psicologo scolastico punta a facilitare le relazioni all’interno e all’esterno della scuola, mediando nella relazione tra:
  • docenti-allievi
  • docenti-famiglia
  • allievi-famiglia
  • scuola-servizi territoriali psico-sociali.
La psicologia deve essere al servizio dello sviluppo, della crescita ed efficacia del sistema scuola.psicologia scolastica

Lo psicologo scolastico può aprire uno sportello di ascolto per offrire consulenze psicologiche individuali per tutte le figure che operano all’interno della scuola: insegnanti, alunni, genitori.

L’intervento psicologico favorisce la promozione del benessere nel contesto scolastico.
La scuola non è un luogo dove fare terapia ma si prende carico di molte situazioni di disagio o di problemi legati al normale percorso evolutivo, perché interessata all’apprendimento di tutti in condizioni benessere.
Funzioni principali dello Psicologo Scolastico
  • Promuovere il benessere psico-fisico di studenti e insegnanti
  • Offrire strumenti utili per stimolare la motivazione allo studio e la fiducia in se stessi
  • Costruire percorsi per la prevenzione del disagio evolutivo e dell’abbandono scolastico
  • Favorire il processo di orientamento
  • Favorire la cooperazione tra scuola e famiglie
Principali attività svolte dallo Psicologo Scolastico
  • Consulenza a insegnanti e genitori e formazione su tematiche specifiche
  • Difficoltà relative all’apprendimento
  • Orientamento scolastico
  • Approfondimento di difficoltà socio-relazionali, motivazionali ed emotivo-affettive
  • Integrazione di alunni con disabilità
  • Disagio scolastico e alla dispersione
  • Prevenzione delle devianze
  • Mediazione scolastica
  • Progetti rivolti ai genitori
  • Educazione socio-affettiva e sessuale
  • Attività di ricerca in ambito scolastico
Per informazioni e approfondimenti puoi contattarmi:

Dott.ssa Paola Telesforo

Psicologa del Benessere, dello Sviluppo e dell’Educazione

349/7464139

Contatti: http://www.paolatelesforo.it/contatti/